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Un mistero occitano per il commissario Abruzzese ***
..«DErrico e i suoi uomini lo
stavano cercando in tutta Napoli e dintorni. Dal Serraglio a Chiaja, al Cis di Nola non si
trovava. Quarantotto era andato semplicemente a cercare Abruzzese in Questura! Ignari
sbirri, da circa unora, lo avevano fatto accomodare relegandolo in una sala di
attesa. Si mise tra le labbra una sigaretta, una delle introvabili e sconosciute Lubnan
che gli forniva Orfeo come terza attività (portiere, pisciacane e venditore di
contrabbando). «Mi fate accendere?
Non posso più aspettare,
cercatemi subito il commissario», disse infine con insofferenza al piantone. «Il signore ha fretta
qua non dovete fumare»,
lagente sinfilò in un ufficio»
«Sulle scale cera un movimento insolito,
mentre si udiva la voce concitata di Orfeo che chiedeva i documenti a qualcuno. Otto ebbe
un sospetto e pensò di arrampicarsi sul terrazzo per nascondersi. Ma non ne ebbe il
tempo. Sul pianerottolo due uomini con le armi puntate gli si pararono davanti. Seguiteci e tenete le mani alzate!, erano
i poliziotti di DErrico tornati a perlustrare ledificio»
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