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Il terno di San Gennaro ***** «Stava seduto sotto i portici con le spalle
appoggiate al muro di un edificio. La bocca era spalancata. I muscoli della faccia
grigiastra erano contratti in una smorfia. Doveva essere morto da poche ore. «Si erano fermati solo due ragazzini che avvertirono
la polizia. Arrivò una pattuglia. «Due elicotteri volteggiavano sopra migliaia di
teste, spuntate come funghi al tragico annuncio. Il morto venne portato via senza che
nessuno si facesse il segno della croce. La folla gridava: Ridateci san Gennaro! Lo vogliamo
vedere
Arrivò di corsa il segretario dellArcivescovo.
Era giovane con la barba e tutto agitato: Eminenza! Eminenza!
gli riferì
qualcosa sottovoce. Non praevalebunt il Cardinale sembrava
punto nellorgoglio»
«
Abruzzese si fermò davanti a un altro piccolo
obitorio con la scritta: macelleria. Entrò nella bottega e chiese: Del furto che mi potete dire?. Quale furto? il beccaio continuava a
macinare carne. San Gennaro, amico. Luomo dietro il bancone scosse la testa e disse: Sono oriundo di Montecalvario
non capisco
niente. State attento Abruzzese puntò il bastone
contro il macellaio. Il vostro commercio registra qualche irregolarità, o mi
sbaglio? Chi è la tizia appena uscita?. Donna Nunziata, femmina di rispetto. Ma voi chi
siete? Un vigile annonario?. No, no, solo un poliziotto
Nunziata avete
detto? Lho già vista nel Duomo. È una parente di san Gennaro, decisa ma
generosa. Allora, tanto oriundo non
siete
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